BRI 01050 - Francesco Zanardi, primo sindaco socialista di Bologna

Immagine opera
N. inv.BRI 01050
Titolo proprioFrancesco Zanardi, primo sindaco socialista di Bologna
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Francesco Zanardi, primo sindaco socialista di Bologna
Autore
Stampatore/Editore
Cronologia
Luogo della ripresa
Data della ripresa
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 14x9
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione s.d., 1914
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul recto: "Dott. Francesco Zanardi / 1° Sindaco Socialista di Bologna / 15 luglio 1914"
Iconografia
Bibliografia1) "Dieci bolognesi del Novecento", a cura di G. Venturi, Bologna, Istituto "Carlo Tincani", 2005, pag. 37, 2) "Scuola Officina. Museo del Patrimonio Industriale", numero 1/2018, pag. 5
Mostre
NotaA Bologna il 28 giugno 1914 la lista socialista, con l'appoggio delle organizzazioni dei lavoratori, vinse -per la prima volta- le elezioni amministrative. Il 15 luglio successivo, si riunì il nuovo consiglio comunale che elesse sindaco il dott. Francesco Zanardi con la specifica "in nome del popolo". Zanardi era nato il 6 gennaio 1873 a Poggio Rusco (in provincia di Mantova). Dopo gli studi superiori, si trasferì a Bologna, dove si laureò in Chimica e Farmacia. Dirigente del Partito Socialista nel mantovano, si applicò intensamente in qualità di amministratore: fu infatti contemporaneamente sindaco del suo paese natale e consigliere comunale a Bologna (1902). Sempre nella città felsinea, nel 1904 fu nominato assessore all'Igiene nella giunta del sindaco Golinelli. Divenne poi vice presidente dell'amministratore provinciale di Mantova tra il 1904 e il 1906. Il riformista Francesco Zanardi guidò dunque la città negli anni difficili della Prima Guerra Mondiale. Dal 24 maggio 1915 al 4 novembre 1918 su suo ordine la bandiera tricolore rimase issata ininterrottamente sul balcone del Municipio. "Pane e alfabeto" fu il suo motto, che racchiuse i significati fondamentali nell'emancipazione dei lavoratori, ovvero: buona alimentazione a prezzi popolari, qualità dei cibi, abitazioni adeguate, igiene delle case e delle persone, istruzione e scuola per tutti, colonie per i bambini, sistema fiscale più equo. Tali premesse furono ampiamente mantenute, tanto che Francesco Zanardi passerà alla storia come il "sindaco del pane". Si fece infatti promotore dell'Ente Comunale di Consumo, che contribuì ad alleviare i disagi della popolazione durante il conflitto mondiale allora in corso. Negli anni successivi fu poi eletto deputato, ma divenne oggetto di durissima persecuzione durante il regime fascista e confinato. Finita la Seconda Guerra Mondiale, tornò a Bologna e nel 1946 venne eletto all'Assemblea Costituente con un cospicuo numero di preferenze. Nel 1948 fu designato senatore a vita. Si spense a Bologna il 18 ottobre 1954.