BRI 00613; BRI 00614 - Giovanni II Bentivoglio, Signore di Bologna (1443-1508) (Bassorilievo nella Chiesa di S. Giacomo)

Immagine opera
N. inv.BRI 00613; BRI 00614
Titolo proprioGiovanni II Bentivoglio, Signore di Bologna (1443-1508) (Bassorilievo nella Chiesa di S. Giacomo)
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie Bologna antica - serie 5
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Giovanni II Bentivoglio signore di Bologna (bassorilievo nella chiesa di San Giacomo)
Autore
Stampatore/Editore Mengoli Giovanni, Bologna
Cronologia
Luogo della ripresa
Data della ripresa
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 14x9
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n viraggio seppia
Luogo e anno di edizione Bologna, s.d.
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Il nome dell'editore si legge sul verso, in basso a sinistra, preceduto dal n. 95-a.
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaGiovanni II Bentivoglio, figlio di Annibale I e di Donnina Visconti, nacque a Bologna nel 1443. Divenuto cavaliere a nove anni, in seguito alla morte del cugino Sante, ricevette la nomina di Gonfaloniere dal Senato e nel 1466 quella di capo perpetuo del Senato da papa Paolo II. Nel 1464 sposò Ginevra Sforza, figlia del signore di Pesaro e già vedova del cugino Sante di cui sopra. Da quest'ultima ebbe sedici figli di cui undici raggiunsero l'età adulta. Fu una figura assai complessa: curò le alleanze e le amicizie con i signori vicini; si mostrò splendido mecenate; perseguitò le famiglie bolognesi rivali ( nel 1488 i Malvezzi e nel 1501 i Marescotti). Compromesso da alcune alleanze politiche sbagliate, si attirò l'inimicizia di Cesare Borgia. Pressato da papa Giulio II che voleva riavere il controllo di Bologna, fu costretto a lasciare la città accordandosi con Luigi XII di Francia, che aveva messo a disposizione del papa il proprio esercito. La notte del 2 novembre 1506, dopo aver ricevuto la scomunica, ma anche la rassicurazione che i propri averi sarebbero rimasti tali e che avrebbe ottenuto un sicuro rifugio a Milano, Giovanni II fuggì da Bologna. Nove giorni dopo Giulio II entrò trionfalmente in città. I figli di Giovanni, Annibale II ed Ermes tentarono poi di riprendere il potere, ma vennero sconfitti a Casalecchio di Reno. Giovanni II venne imprigionato, processato, assolto. Morì a Milano nel febbraio 1508. Appassionato d'arte, si circondò di artisti e intellettuali, dando ulteriore lustro a Bologna. Fece costruire un magnifico palazzo -poi purtroppo distrutto- nella via San Donato (ora Zamboni) e arricchì la chiesa di San Giacomo Maggiore, sulla stessa strada, di magnifiche opere d'arte. In questa chiesa fece costruire anche la cappella gentilizia di famiglia, uno splendido esempio di rinascimento bolognese, dove si trova il dipinto di Lorenzo Costa che raffigura la sua numerosa famiglia. Nella stessa cappella si trova il ritratto di Giovanni II riprodotto nella cartolina: è molto simile a quello che si trova nel pilastro d'angolo di Casa Bellei (via Galliera, 6).