BRI 00432; BRI 00645 - Processione di ritorno dalla Madonna del Monte dell'Osservanza (1713)

Immagine opera
N. inv.BRI 00432; BRI 00645
Titolo proprioProcessione di ritorno dalla Madonna del Monte dell'Osservanza (1713)
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie Bologna antica - serie 1
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Bologna, Processione di ritorno dalla Madonna del Monte dell'Osservanza (1713)
Autore
Stampatore/Editore Mengoli Giovanni, Bologna
Cronologia
Luogo della ripresa
Data della ripresa
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 14x9
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n viraggio seppia
Luogo e anno di edizione Bologna, s.d.
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Il nome dell'editore è riportato sul verso, in basso a sinistra, preceduto dal n. 18-a.
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaLa chiesa della Madonna del Monte (conosciuta anche come La Rotonda), ora inglobata nel complesso di Villa Aldini sul Colle dell'Osservanza, ha origini antichissime. Da una cronaca del 1465 scritta da Graziolo Accarisi si apprende che, alla fine del XII secolo, la ricca e devota vedova Picciola Galluzzi si era ritirata a vita eremitica sul colle di San Benedetto. Lì, un giorno vide una colomba disegnare un ampio crircolo con dei grossi pezzi di legno. Picciola, dopo essersi consultata con le autorità religiose bolognesi, decise la costruzione di un edificio circolare che venne dedicato a Maria Vergine. La chiesa realizzata e l'annesso romitorio vennero effettivamente confermati nel 1205 da Innocenzo III come pertinenze del convento benedettino di San Felice. Si narra che nell'agosto 1221 anche San Domenico, poco prima di morire, venisse condotto sul colle per trarre un po' di giovamento contro il caldo. Alla vigilia dell'Assunta del 1443, il popolo bolognese, preceduto dalle milizie di Annibale Bentivoglio, si recò in processione alla Rotonda per ringraziare la Vergine per la vittoria ottenuta a San Giorgio di Piano sulle truppe viscontee. Iniziò così una tradizione che -con alterne vicende- durò fino al 1758. La chiesa e gli edifici annessi vennero poi quasi completamente cancellati alcuni anni dopo dall'architetto Nadi per la costruzione di Villa Aldini.