7909 - Giacinto trasportato in cielo da Apollo

Immagine opera

Notizie storico artistiche

Incisore Cesi Carlo (Antrodoco 1625 - Rieti 1686)
Inventore Carracci Annibale (Bologna 1560- Roma 1609)
Luogo e anno di edizione
Tecnica e supporto Acquaforte
Misure foglio (in mm) 410 x 551
Misure battuta (in mm) 172 x 321
Misure immagine (in mm) 172 x 321
Iscrizione incisa Ann. Caracci Inv. C. Cesius del et Sculp. Romae f. Collignon formis cum Privil.S. Ponti.cis 21
Notizie storico-critiche La volta della Galleria Farnese fu commissionata ad Annibale dal Cardinale Odoardo Farnese nel 1597, terminata la volta le pareti furono eseguite in gran parte tra il 1604 e il 1608, soprattutto ad opera degli allievi Domenichino Lanfranco e Badalocchio le cui diverse mani sono a tutt'oggi difficili da distinguere. La complessità del ciclo , la sua magnificenza e soprattutto l'unitarietà fecero si che già a partire dal XVII secolo i numerosi incisori che si dedicarono alla traduzione grafica della Galleria Farnese ne attribuissero l'intera invenzione alla mano di Annibale, senza distinguere le diverse presenze che pure a partire dal Bellori e dal Malvasia, almeno per quanto riguarda Domenichino, vi erano gia accertate. Uniche eccezioni furono Belly che riferì indistintamente l'intero ciclo ad Annibale e Agostino; e Domenico Cunego che attribuì correttamente la storia con Peleo e Teti , ad Agostino. L'interesse per il la Galleria Farnese ebbe un notevole incremento a seguito della teoria artistica di Bellori e della pratica pittorica quivi esercitata dalla bottega di Pietro da Cortona. Carlo Cesi era uno degli allievi di Cortona e fu il primo artista italiano a tradurre tutta la Galleria Farnese in incisione. La prima edizione della serie è del 1657 e fu pubblicata da Vitale Mascardi col titolo: Argomento della Galeria Farnese dipinta da Annibale Carrcacci, disegnata e intagliata da Carlo Cesio. Nel quale spiegansi, e riduconsi allegoricamente alla moralità, le Favole Poetiche in essa rappresentate, con una prefazione di Francesco Collignon, incisore ed editore francese che acquistò immediatamente le lastre. Alla morte del Collignon i rami in suo possesso furono per la maggior parte acquistati da Arnold van Westerhout ,che ristampò l'intera serie con il proprio indirizzo (II stato). A questa edizione ne seguì una identica ad opera dell'editore Girolamo Mainardi il cui indirizzo compare solo sul frontespizio. Nel 1753 l'editore Venanzio Monaldini ripubblicò l'intera serie con l'aggiunta di un testo esplicativo di Lucio Philarceo, in realtà pseudonimo del teologo bolognese Michelangelo Mosagrati. Questa edizione è caratterizzata da stampe piuttosto stanche in cui è ancora visibile l'indirizzo di Arnold van Westerhout, ed è stato aggiunto un numero corrispondente nel testo. (III stato). Alle stampe del Cesi si affiancarono inoltre delle piccole vignette realizzate da altri autori anche nordici. Le stampe del Cesi sono tutte caratterizzate da un forte contrasto chiaroscurale e dalla importanza assegnata alla figurazione, piuttosto che alla parte decorativa della Galleria, che viene volutamente tralasciata. Il risultato, di grande semplicità e chiarezza compositiva, verrà ripreso e copiato da Le Febure e i Poilly. Il volume, citato nel inventario CB come III volume fu acquistato per la cifra di 200£, costituisce la prima edizione (I stato) della serie di Carlo Cesi, pubblicata a Roma nel 1657 dall'editore Vitale Moscardi. Il volume di proprietà della Fondazione è così composto: Il retro di copertina presenta un ex libris di Cristoforo Scotti In fondo al testo vi sono 10 pagine con gli indici e le spiegazioni delle illustrazioni: Nella prima è scritto: ARGOMENTO DELLA GALLERIA FARNESE DIPINTA DA ANNIBALE CARRACCI disegnata e intagliata da Carlo Cesio Nel quale spiegansi, & riduconsi allegoricamente alla moralità , le favole poetiche in essa rappresentate In Roma per Vitale Moscardi / 1657 / con licenza dei superiori con privilegio Seguono due pagine di introduzione redatte da Francesco Collignon e indirizzate ai Lettori in cui egli dichiara di essere stato indotto a pubblicare questo volume per l'utilità dei pittori e amatori del disegno in Italia e all'estero, e che ha ritenuto opportuno aggiungervi delle note esplicative che ritiene assai valide perché estratte dalla vita manoscritta di Annibale redatta e comunicatagli niente meno che da Giovan Pietro Bellori. Seguono sei pagine con gli argomenti della Galleria Farnese. Rispetto all'incisione corrispondente n el vol IV (che ho dimenticato di inventariare), questa è uno stato precedente come dimostra la mancanza dell'indicazione Tab. XXI in alto a destra COPIE DELLA GALLERIA FARNESE serie complete: 1. Jacques Belly (Chartres 1609 - 1674). La sua serie è la più antica traduzione grafica dell'intero ciclo Farnese 2. Carlo Cesi (Antrodoco 1625 - Rieti 1686) 3. ? Le Febure (secolo XVII) 4. Pietro Acquila (Marsala 1650 ca.- Alcamo 1682) 5. Francois Poilly (Parigi - 1669 - 1728) 6. Karl Remshard (Augsburg 1678 - 1735) 7. Giovanni Volpato (Bassano 1740 - Roma 1803) particolari: 1. Nicolas Mignard (Troyes 1606 - Parigi 1668). tre stampe relative agli affreschi della Galleria 2. Anonimo (secolo XVII) 3. Louis de Chantilon (Sainte Menehould 1639 - Parigi 1734) 4. Giovanni Battista Gallestruzzi (Firenze 1618 - Roma 1677 ca.) 5. Simon Thomassin (Troyes 1652 - Parigi 1732) 6. Domenico Cunego (Verona 1727 - Roma 1784) 7. Pietro Bettelini (Lugano 1763 - Roma 1829) 8. Anonimo (secolo XVIII) 9. Jules Jacquet (Parigi 1846 - 1913)
Iconografia
Bibliografia
Mostre
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