BRI / BO PROVINCIA 1332 - Pianaccio (BO), ingresso al paese

Immagine opera
N. inv.BRI / BO PROVINCIA 1332
Titolo proprioPianaccio (BO), ingresso al paese
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Pianaccio (BO), ingresso al paese
Autore
Stampatore/Editore Foto Ed. Cartovendita, Bologna con Ediz. Tabaccheria Biagi Ulisse, Pianaccio
Cronologia
Luogo della ripresa Pianaccio (BO)
Data della ripresa Anni Sessanta sec. XX° (?)
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 10,3x14,7
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore colore
Luogo e anno di edizione Bologna, Pianaccio, s.d.
Timbro di spedizione (luogo e data) Pianaccio (BO), 11.9.1961
Iscrizioni La cartolina è viaggiata da Pianaccio a Firenze. Il timbro di spedizione risale all'11.9.1961. Sul verso è stato apposto il timbro "sconosciuto dal portalettere".
Iconografia
Bibliografiahttp://www.appenninobolognese.net;
Mostre
NotaPianaccio è un caratteristico borgo posto a 760 metri s.m. nel territorio comunale di Lizzano in Belvedere. Il paese è incastonato in un angolo particolarmente accogliente dell'alta valle del Silla, sotto le pendici meridionali del Monte Grande. Pianaccio è sede del principale centro visita del Parco del Corno alle Scale, dove trovano spazio anche gli uffici amministrativi. Oltre che come luogo ideale per le escursioni, il paese si segnala per la sua chiesa che trae le origini da un piccolo oratorio, eretto nel 1736, e per il vicino borgo di Fiammineda (XVII secolo), un tipico esempio di architettura spontanea della zona, ora abbandonato e, per questo, ancora più suggestivo. L'edificio a destra nella cartolina è quello che ospitava la colonia estiva. Fu inaugurato il 10 ottobre 1938 alla presenza del Maresciallo Rodolfo Graziani e dell'onorevole Bruno Biagi, pianaccese, che ne aveva caldeggiato la realizzazione. La ex Colonia Combattenti è attualmente sede del Parco e della Fondazione Enzo Biagi (anch'egli illustre nativo del paese). Sulle pareti del fabbricato si leggono ancora le seguenti frasi: “Amate la vita delle vostre montagne" e "Siate fieri delle vostre montagne”.