BRI / BO PROVINCIA 1093 - Imola (BO), viale dei Cappuccini

Immagine opera
N. inv.BRI / BO PROVINCIA 1093
Titolo proprioImola (BO), viale dei Cappuccini
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Imola (BO), viale dei Cappuccini
Autore
Stampatore/Editore Fotitipia Berretta S.p.A., Terni con Ed. M. Gentilini, Imola
Cronologia
Luogo della ripresa Imola (BO)
Data della ripresa Anni Trenta sec. XX°
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 10,5x14,5
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione Terni, Imola, s.d.
Timbro di spedizione (luogo e data) Imola (BO), 25.8.1938
Iscrizioni La cartolina è viaggiata da Imola a Treviso. Il timbro di spedizione risale al 25.8.1938
Iconografia
Bibliografiahttp://bim.comune.imola.bo.it/documenti/10877
Mostre
NotaIl cinquecentesco convento dei Cappuccini, costruito fuori dalle mura della città, oltre Porta d'Alone (o Porta Bologna), è sempre stato un significativo punto di riferimento per gli Imolesi. Lo storico Serafino Gaddoni fece risalire la realizzazione dell'attuale omonimo viale al 1764. La modifica da strada a “pubblico passeggio” avvenne negli anni successivi al 1815, grazie a una risistemazione urbanistica che, oltre le mura, creò nuovi spazi per il vivere civile dei “notabili” e dei “borghesi”. La strada venne così ingrandita, adornata da alberature e da sedute, che la resero un vero luogo ideale per le passeggiate. Dal 1853 furono poste sopra due colonne site all'inizio del Viale dei Cappuccini le statue di San Cassiano (sul lato destro) e della Madonna (su quello sinistro). Nel 1915, a seguito di un atto di vandalismo, queste ultime furono temporaneamente rimosse per poi essere ripristinate nel 1924. Nel 1930 furono ricollocate all'estremità del ponte sul fiume Santerno, loro primitiva ubicazione. In sostituzione furono poste altre due statue raffiguranti rispettivamente San Francesco e Santa Chiara, che sono qui documentate. Durante la seconda guerra mondiale furono anch'esse danneggiate dai bombardamenti. Nel 1948 furono dunque oggetto di restauro e dedicate a san Francesco e santa Caterina patroni d'Italia.