TEST. / BO 13 - Bologna, basilica di San Luca, interno: altare maggiore

Immagine opera
N. inv.TEST. / BO 13
Titolo proprioBologna, basilica di San Luca, interno: altare maggiore
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Alfredo Testoni
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto stampa su carta
Soggetto Bologna, basilica di San Luca, interno: altare maggiore
Autore
Stampatore/Editore
Cronologia
Luogo della ripresa Bologna
Data della ripresa inizio sec. XX°
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 17,5x12,5
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul verso è stata apposta la numerazione PG282
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaLa fotografia è stata trovata tra i materiali dell'archivio personale di Alfredo Testoni conservati presso la Biblioteca d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale. Il culto per la B.V. di San Luca è antichissimo: risale infatti al secolo XII. A causa dell'instabilità politica bolognese e della posizione decentrata, il santuario conobbe periodi di alterne vicende, fino a quando -il 5 luglio 1433- si verificò il cosiddetto "miracolo della pioggia". Le precipitazioni primaverili si protraevano da mesi e rischiavano di compromettere definitivamente l'esito dei raccolti fino a che il fenomeno cessò al passaggio di una processione che portava in città l'icona della Madonna. La discesa della sacra Immagine è da allora proseguita e avviene tuttora. In ogni caso, da quel momento, la devozione per la Beata Vergine di San Luca si rafforzò e nel 1481 le cospicue donazioni permisero di rinnovare completamente la chiesa. I lavori di ampliamento proseguirono per tutto il XVII secolo, grazie anche al lascito testamentario del cardinale legato pontificio Lazzaro Pallavicini. Nel 1708 e fino al 1713 i lavori di allargamento furono diretti da Carlo Francesco Dotti e Donato Fasano che realizzarono una nuova e più ricca cappella maggiore. L'edificio attuale è il risultato di un ulteriore intervento, assai radicale, deciso nel 1723 poichè il contrasto tra questa nuova cappella maggiore e il resto della struttura era troppo grande. Pertanto, lo stesso Carlo Francesco Dotti fu incaricato di ricostruire la chiesa seguendo l'idea del frate servita Andrea Sacchi, che ne prevedeva una pianta ovale. I lavori si svolsero senza pregiudicare le visite dei pellegrini, dal momento che le nuove pareti furono innalzate intorno al vecchio edificio, che venne abbattuto solo dopo l'ultimazione dei lavori. Il santuario, dopo ben quarantadue anni di lavori, fu inaugurato dal cardinale arcivescovo Vincenzo Malvezzi il 15 marzo 1765. La cupola, la facciata e le tribune esterne furono invece portate a termine solo nel 1774 da Giovanni Giacomo Dotti su disegni del padre. Questa fotografia è stata scattata dalla sommità del presbiterio rialzato dove è posta l’icona della Vergine col Bambino. Le decorazioni interne furono affidate a Vittorio Maria Bigari per gli affreschi, a Borelli e Calegari per gli stucchi e ad Angelo Gabriello Piò per le statue.