TEST. / BO 6 - Bologna, Cimitero Comunale della Certosa: campo di sepoltura di Alfredo Testoni

Immagine opera
N. inv.TEST. / BO 6
Titolo proprioBologna, Cimitero Comunale della Certosa: campo di sepoltura di Alfredo Testoni
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Alfredo Testoni
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto stampa su carta
Soggetto Bologna, Cimitero Comunale della Certosa: campo di sepoltura di Alfredo Testoni
Autore
Stampatore/Editore
Cronologia
Luogo della ripresa Bologna
Data della ripresa dopo il 1931
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 11x7
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul recto compaiono alcuni segni. Sul verso si legge: "Alla Certosa di Bologna / Arco di mezzo segnato è / il monumento di Alfredo Testoni" ed è stata apposta la numerazione 10/100
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaLa fotografia è stata trovata tra i materiali dell'archivio personale di Alfredo Testoni conservati presso la Biblioteca d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale. Alfredo Testoni (Bologna, 1856-1931) è stato commediografo, giornalista, poeta e sceneggiatore cinematografico. Il suo esordio avvenne con la collaborazione a vari giornali: "Capitan Fracassa" redazione romana (1886); "Il Resto del Carlino" (dal 1897); "Ehi! Ch'al scusa" di cui fu uno dei fondatori (1880); "Il Panaro" di Modena ecc. ecc.. Nel 1888 fu segretario dell'Esposizione Emiliana. Nel frattempo, scriveva versi in dialetto e componeva i primi saggi teatrali, quali: "La boria d'un nome" (1874); "El tropp è tropp" (1878); "Le disgrazie di Fagiuoli" (1881) ecc.. Come commediografo si affermò proprio grazie ad una trilogia di testi scritti in vernacolo bolognese ("Interiarì" nel 1881; "Scuffiareini" nel 1882 e "I Pisuneint" nel 1883). In versi compose "I sonetti della Sgnera Cattareina" (1904), ma il trionfo fu decretato dalla commedia in italiano "Il cardinale Lambertini", rappresentata per la prima volta a Roma nel 1905. Quest'ultimo lavoro continua ancora oggi ad essere inserito nel repertorio di molte compagnie teatrali e ne furono tratte addirittura tre versioni cinematografiche (1920-1934-1955). Nel tempo ne produsse anche una versione in dialetto. Nel 1888, insieme agli attori Argia Magazzari e Augusto Galli costituì la Compagnia stabile del teatro bolognese, che diresse per parecchi anni. Nel 1923 fu a capo della nuova compagnia fondata da Angelo Gandolfi. Altre sue pubblicazioni sono: "Bologna che scompare" (1905) e "Aneddoti bolognesi" (1929). "Ottocento bolognese" e "Teatro bolognese" uscirono entrambi dopo la sua scomparsa, nel 1933. Nessun altro scrittore come lui ha espresso la sua bolognesità, proprio anche con lo scopo di favorire la conoscenza "culturale" della lingua locale. Tant'è che il suo nome fu presto noto a livello nazionale. Il commediografo riposa nel Chiostro X della Certosa di Bologna, in un pregevole monumento eseguito dallo scultore Alfonso Borghesani.