BRI / BO PROVINCIA 310 - Casalecchio di Reno (BO), Tramvia Casalecchio-Bologna: vecchie carrozze

Immagine opera
N. inv.BRI / BO PROVINCIA 310
Titolo proprioCasalecchio di Reno (BO), Tramvia Casalecchio-Bologna: vecchie carrozze
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto riproduzione da positivo antico
Soggetto Casalecchio di Reno (BO), Tramvia Casalecchio-Bologna: vecchie carrozze
Autore
Stampatore/Editore
Cronologia
Luogo della ripresa Casalecchio di Reno (BO)
Data della ripresa Anni Trenta sec. XX°
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 10,3x14,5
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul verso si leggono le seguenti scritte: "Da piazza Malpighi a Casalecchio / Per via Saragozza"; "Casalecchio R. / vecchie carrozze della tranvia Casalecchio Bologna / accantonate dopo l'ultima corsa 13/11/1938"; "negativa [incomprensibile]"
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaCasalecchio di Reno, nelle immediate vicinanze di Bologna è nota soprattutto per l'imponente Chiusa del canale di Reno. Per secoli la località fu strettamente legata alle vicende storiche bolognesi, divenendo spesso campo di battaglia e quindi di razzia dei vari eserciti. Dalla seconda metà del Cinquecento, in seguito ad una ripresa produttiva, nacquero ville, oratori, chiese e si intensificarono le coltivazioni dei poderi. Casalecchio divenne uno dei territori più ricercati e ammirati del contado, proprio grazie alle ville circondate da suggestivi parchi e ricchi giardini. Verso la fine del XIX secolo, la rivoluzione industriale determinò la trasformazione e l'incremento di fabbriche, opifici, vie di comunicazione e mezzi di trasporto. Non ultimo, Casalecchio divenne meta di turismo estivo. Molti e variegati erano dunque i luoghi d'incontro: locande, osterie, caffè, trattorie e perfino tre eleganti alberghi. Professionisti, industriali e commercianti bolognesi vi mandavano le loro famiglie, che potevano facilmente raggiungere la sera, senza dover abbandonare la loro attività in città. La seconda guerra mondiale portò a una quasi totale distruzione del paese: Casalecchio fu infatti una delle città emiliane più toccate dai bombardamenti: ne subì oltre quaranta. Il periodo della ricostruzione fu intenso e richiese il coinvolgimento di tutti i settori dell'economia, in particolare il settore dell'edilizia per la riedificazione di case e fabbriche, aspetto che si rivelò il vero traino della ripresa economica. La nuova vita di Casalecchio fece registrare un notevole tasso di incremento di popolazione, tanto da superare quello di Bologna. La cartolina documenta le carrozze della ferrovia Bologna- Vignola, che aveva costituito la prima linea extraurbana bolognese: da piazza Malpighi a Bologna conduceva appunto fino a Vignola (Mo) passando da Casalecchio di Reno. Finanziata dalla "Compagnie generale des chemins de fer secondaires" di Bruxelles e dalla Banca Generale, la Società Rotondi-Almagià aveva ottenuto nel 1882 di utilizzare, come sede dei binari, le strade provinciali Porrettana e Bazzanese e le vie urbane da Piazza Malpighi a Porta Saragozza. I primi lavori di ammodernamento si vedranno nel 1931, quando fu realizzata la ferrovia con treni elettrici. Il progetto venne completato nel 1938, al fine di sostituire la tramvia a vapore divenuta ormai obsoleta. Dopo i danni dovuti ai bombardamenti di cui sopra, la linea fu riattivata completamente solo nel 1955. Nel 1967 fu chiusa al traffico passeggeri, restando in attività per il trasporto merci; nel 1980 anche quest'ultimo fu eliminato. In seguito, subì diverse traversie ma in anni recenti il servizio sulla tratta è ripreso con moderni elettrotreni.