TEST. FILM / SORELLA 16 - Film "La Sorella (o Amor di Sorella)": "La toilette di Mario"

Immagine opera
N. inv.TEST. FILM / SORELLA 16
Titolo proprioFilm "La Sorella (o Amor di Sorella)": "La toilette di Mario"
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Alfredo Testoni
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto stampa su carta
Soggetto film "La Sorella (o Amor di Sorella)": "La toilette di Mario"
Autore
Stampatore/Editore
Cronologia 1920
Luogo della ripresa
Data della ripresa 1920
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 17x23
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul verso compare la numerazione: 16/156 e si legge la seguente scritta: "La toilette di Mario". E' presente poi l'ulteriore numerazione: 26/70
Iconografia
Bibliografia1) Franco Cristofori, "Alfredo Testoni. La vita, le opere, la citta" Bologna, Alfa, 1981; 2) V. Martinelli, "Il cinema muto italiano 1920",supplemento alla rivista "B&N" 1989 / pag. 341; 3) "Alfredo Testoni. Sotto i portici e dietro le quinte", a cura di Davide Amadei e Vittoria Coen, Bologna, Minerva Soluzioni Editoriali, 2003.
Mostre
NotaLa fotografia si riferisce al film "La Sorella (o Amor di Sorella)" la cui sceneggiatura fu scritta da Alfredo Testoni. Lo spunto ispiratore era stato la commedia in dialetto bolognese "Mestreini" (Maestrine) del 1892. Il film, dopo alcune difficoltà, fu prodotto dalla Tacita Film di Roma. La prima proiezione si tenne a Roma il 4 luglio 1921. La regia della pellicola era di Gian Orlando Vassallo; la fotografia di Archimede Andreani; tra gli interpreti vi erano Ione Mariano, Franco Piersanti, Nerio Bernardi, Raffaello Mariani ecc.. La trama, in breve, è la seguente: in una piccola comunità di provincia si sprecano pettegolezzi e maldicenze. Giulia è una maestrina molto invidiata, pertanto, si sparge la voce che sia una ragazza madre e che un suo piccolo alunno -allevato con amore da un vecchio contadino- sia in realtà suo figlio. La verità è che il bambino è figlio di una sua sorella (ahimè morta) e del locale segretario comunale. La povera Giulia si trova nel piccolo paese proprio per seguire la sua crescita da vicino. Il padre, tale Carlo, dovrebbe confessare la verità e prendersi cura del fanciullo, ma teme uno scandalo che non si può permettere: oltretutto, è da poco diventato l'amante della moglie del sindaco e non vuole altri problemi. Questa signora, assai diabolica, si offre di adottare il bambino, ma Giulia si oppone. Il parere contrario così appassionato appare come un'ammissione di colpa e per la società benpensante questo equivarrà alla perdita del suo posto di lavoro. La ragazza non farà nulla, però, per dire la verità, anche per non infangare la memoria della defunta sorella. A questo punto, Carlo vorrebbe confessare, ma il destino decide diversamente: il suo ravvedimento porta al riconoscimento del bambino e al matrimonio con Giulia. In questo modo tutte le convenzioni sociali saranno rispettate e perfino Clotilde, la madre di Giulia, finalmente, accetterà il nipote. Chi scrive ha seguito la successione delle fotografie contrassegnata nel verso di ogni positivo. La numerazione va da 15/141 a 19/184.