BRI / FOT. 591 - Bologna, Via San Mamolo, 7: ex convento della Badia delle Acque

Immagine opera
N. inv.BRI / FOT. 591
Titolo proprioBologna, Via San Mamolo, 7: ex convento della Badia delle Acque
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto stampa su carta Ferrania
Soggetto Bologna, ViaSan Mamolo, 7: ex convento della Badia delle Acque
Autore
Stampatore/Editore
Cronologia
Luogo della ripresa Bologna
Data della ripresa Anni Cinquanta-Sessanta sec. XX°
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 14x9
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul verso, a matita, è scritto "Via S. Mamolo 7 / dove esisteva la chiesa / delle Acque / l'ingresso del cortile / è a destra / In fondo entrata / al chiostro"
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaLa fotografia appartiene ad una serie di immagini rinvenute nel fondo Brighetti e relative a diverse strade del centro storico bolognese che risultano di importanza secondaria rispetto a quelle di specifico interesse storico-artistico. L'autore degli scatti è sconosciuto; il formato del positivo è sempre lo stesso, quello delle cartoline postali; le fotografie sono tutte stampate su carta Ferrania. Sembra quasi che ci si sia impegnati a documentare una Bologna minore e popolare che in grande parte sarebbe scomparsa da lì a poco. Facendo riscontri con le auto in sosta, con l'abbigliamento delle persone e con lo stato degli edifici, l'arco temporale di esecuzione si potrebbe fissare tra gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta del Novecento. Tra il 1969 e il 1972 il fotografo Paolo Monti (1908-1982) insieme all'architetto Pier Luigi Cervellati effettuò un'esemplare campagna fotografica, quasi un censimento del centro storico. Nel 1969 il Comune di Bologna aveva infatti varato il Piano Urbanistico di Salvaguardia per il restauro e il risanamento di un'ampia zona entro le mura. Già dal 1963 erano stati avviati degli studi settoriali per la difesa integrale dell'ambiente urbano del passato. Tali studi erano stati compiuti da un gruppo capeggiato dal prof. Leonardo Benevolo. Il PEEP (Piano Edilizia Economica Popolare) fu reso esecutivo nel 1973 e con esso iniziò poi la ristrutturazione conservativa di alcuni comparti, tra i quali parecchi di quelli fissati da questa serie. Il cortile qui riprodotto si trova all'interno dell'area dove era la chiesa dei Santi Girolamo ed Eustachio, detta Badia delle Acque, che si ergeva con la sua imponente mole di fronte alla chiesa della SS. Annunziata. La badia e il convento, dapprima sede di monaci gesuati (1379-1668), furono poi affidati ai monaci olivetani di San Michele in Bosco fino alla soppressione napoleonica del 1797. La chiesa andò distrutta in seguito ad un furioso incendio nel 1859 e quel che ne rimaneva fu poi venduto a privati e trasformato in abitazioni. Oggi resta visibile solo il chiostro del secolo XV con annesso pozzo centrale nel cortile interno ai numeri civici 5-21 di via San Mamolo.