MICH. 0335 - Bologna, Strada Maggiore: chiesa e portico di Santa Maria dei Servi

Immagine opera

Notizie storico artistiche

Autore Michelini Giuseppe (Bologna, 1873-1951)
Stampatore/Editore
Forma Specifica dell'Oggetto stampa su carta
Misure (in cm; hxb) 18x24
Misure negativo (in cm; hxb) 6x7
Serie
Indicazione di colore b/n
Orientamento
Timbro di spedizione (luogo e data)
Fondo Giuseppe Michelini
Soggetto Bologna, Strada Maggiore: chiesa e portico di Santa Maria dei Servi
Oggetto Positivo
Materia e Tecnica
Titolo attribuito
Cronologia 1988-1990
Luogo della ripresa Bologna
Data della ripresa primo decennio sec. XX°
Bibliografia1) Renzo Renzi, "Bologna 1900. Viaggi Fotografici di Giuseppe Michelini (1873-1951)", Bologna, Grafis-Zanichelli, 1980; 2) Attilio Bertolucci, "Italia 1900. Viaggi fotografici di Giuseppe Michelini (1873-1951)", Bologna, Grafis-Zanichelli, 1981; 3) Franca Varignana, "Le collezioni fotografiche bolognesi. Collezioni d'Arte e di Storia Cassa di Risparmio in Bologna" in "Fotografie e fotografi a Bologna 1839-1990" a cura di Giuseppina Benassati e Angela Tromellini, Bologna, Grafis, 1992, pp. 98-100; 4) "Lo specchio d'inchiostro", testo di Michele Smargiassi, immagini d'archivio dalle Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna selezionate da Ghigo Roli, Modena, Artioli, 2000; 5) "Domani si parte. Vacanze nel primo Novecento. Fotografie di Giuseppe Michelini dalle Collezioni d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale", a cura di Beatrice Buscaroli e Angela Nardi, Bologna, Bononia University Press, 2006.
NotaLa presenza dei Padri Serviti a Bologna risale al secolo XIII°. Dapprima risiedettero presso la chiesa e il convento di Santa Lucia in via Castiglione e successivamente si spostarono nella zona di Strada Maggiore, una delle maggiori arterie della città, anche grazie ad una cospicua donazione di Taddeo Pepoli che consentì loro di erigere una chiesa. Alla fine del Trecento per volontà del priore dell'ordine, Andrea da Faenza, furono avviati i lavori di ampliamento e di abbellimento dell'originaria struttura: tali lavori furono affidati ad Antonio di Vincenzo. L'architetto progettò anche il magnfico quadriportico esterno, ultimato solo secoli dopo. Nel 1798, in seguito alle soppressioni napoleoniche, il convento fu adibito a caserma e solo nel 1815 i frati riuscirono a tornarne in possesso. Dopo l'Unità d'Italia i Serviti furono di nuovo cacciati da quei locali e conservarono solo la chiesa. Attualmente l'ex monastero è la sede della Legione Regionale dei Carabinieri. La chiesa è una costruzione in stile tardogotico al cui interno sono conservate importanti opere d'arte e nella quale si svolgono periodicamente concerti di musica sacra.