da BRI 02405 a 02407 - Bologna, Via Santo Stefano: Teatro del Corso

Immagine opera
N. inv.da BRI 02405 a 02407
Titolo proprioBologna, Via Santo Stefano: Teatro del Corso
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Bologna, Via Santo Stefano: Teatro del Corso
Autore Poppi Pietro (Cento, 1833 - Bologna, 1914)
Stampatore/Editore Rommler & Jonas, Dresda
Cronologia dopo il 1880
Luogo della ripresa Bologna
Data della ripresa dopo il 1880
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 9x14
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione Dresda,
Timbro di spedizione (luogo e data) Bologna, 1901
Iscrizioni Sul recto, in alto a destra, è scritto: "Ricordo di Bologna". Sullo stesso lato, in fondo, è leggibile il nome dell'editore, seguito dal n. 8930 Os. Nell'angolo inferiore di sinistra, dentro un riquadro, compare la dicitura: "Via S. Stefano". Due esemplari (BRI 02406 e BRI 02407) sono viaggiati rispettivamente da Bologna verso Padova e da Bologna verso Bordighera. Per entrambi il timbro di spedizione sembra risalire al 1901.
Iconografia
Bibliografia(1) "Le Collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le fotografie. 1 Pietro Poppi e la Fotografia dell'Emilia" a cura di Franco Cristofori e Giancarlo Roversi", Bologna, Tip. Compositori, 1980, rep. 2104; (2) Marina Calore, "Il Teatro del Corso 1805-1944. 150 anni di vita teatrale bolognese tra aneddoti e documenti", Bologna, Lo Scarabeo, 1992, pag. 52.
Mostre
NotaIl Teatro del Corso si trovava in via Santo Stefano in corrispondenza dei nn. civici 31 e 33. Fu costruito per iniziativa di Giuseppe Badini e di un gruppo di contribuenti in un'area precedentemente occupata dal palazzo senatorio Rossi-Turrini. Il progetto fu affidato all'architetto Francesco Santini, che lo realizzò in stile neoclassico, con sala a pianta ellittica, quattro ordini di palchi, loggione, ampio palcoscenico attrezzato e saloni di rappresentanza. L'edificio venne inaugurato nel maggio del 1805, alla presenza di Napoleone Bonaparte. Circa un secolo dopo, nel 1903, venne ristrutturato. I maggiori interventi riguardarono: la sopraelevazione della copertura; la trasformazione degli ultimi ordini dei palchi in ampia galleria con soprastante loggione e il rifacimento del boccascena. Il teatro godette sempre di grande fortuna (anche Gioacchino Rossini vi lavorò come maestro di cembalo nel 1811), fin quando, nel gennaio 1944 un bombardamento alleato non lo distrusse. Alla fine degli eventi bellici, le poche sue parti rimaste in piedi furono usate per ospitare gli sfollati. Successivamente, al suo posto venne costruito un moderno condominio. Le uniche parti originali che lo ricordano sono alcune colonne e una porta. Una lapide per testimoniarne l'esistenza è stata posta sotto il portico. Ricordiamo che, tra il 1825 e il 1826, nell'adiacente e omonima Locanda soggiornò Giacomo Leopardi. La datazione di questa immagine si può collocare a dopo il 1880. In primo piano sono ben visibili le rotaie del servizio tramviario, entrato in funzione proprio in quell'anno.