MISC. 00020 - Bologna, la Grada

Immagine opera
N. inv.MISC. 00020
Titolo proprioBologna, la Grada
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Miscellanea
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
Soggetto Bologna, la Grada: ragazzi che fanno il bagno
Autore Anonimo Fotografo seconda metà sec. XIX°
Stampatore/Editore
Cronologia
Luogo della ripresa
Data della ripresa
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 17,6x12,5
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore b/n
Luogo e anno di edizione Bologna, s.d.
Timbro di spedizione (luogo e data)
Iscrizioni Sul verso, in verticale, è scritto a matita: "La Grada (interno). In orizzontale, sempre a matita, si lette "Bologna La Grada".
Iconografia
Bibliografia1) Franco Cristofori, "Bologna. Immagini e vita tra Ottocento e Novecento", Bologna, Alfa, 1978, p, 101; 2) Tiziano Costa, "Il grande libro dei canali di Bologna", Bologna, Studio Costa, 2008, p. 65; 3) Tiziano Costa, "Leggende e frottole su Bologna antica", Bologna, Costa editore, 2015, pag. 95; 4) Giorgio Diritti, "Bologna 900. Nove secoli di immagini", Bologna, Edizioni Cineteca, 2016, p. 131.
Mostre
NotaLa splendida immagine fissa una scena di quotidiana normalità estiva presso il Canale di Reno, alla Grada, nelle vicinanze di Porta San Felice. Gli addetti all'annaffiamento stradale riempiono le cisterne, alcuni ragazzi fanno il bagno, una lavandaia sciacqua i panni. Nonostante i diversi divieti, l'acqua del canale veniva usata per gli scopi più diversi. Nel 1886 il medico Francesco Roncati redasse un' approfondita relazione sull'argomento per una commissione appositamente creata dalla Società Medico Chirurgica di Bologna. In detta relazione stigmatizzò che "...in acque tanto immonde si lavano, per nettarli, pannolini sudici, e d'estate vi si tuffano per godimento e nettezza del corpo (chi potrebbe crederlo?) moltissime persone; ed i barilai attingono da questo canale l'acqua da portarsi nelle case private per bagni e forse in molte cantine (come in passato) per diluirvi il mosto e il vino; e gli inservienti municipali ne pompano l'acqua dentro le botti destinate all'annaffiamento delle strade cittadine, spargendo in tal maniera una vera miriade di microbi morbigeni".Questo tratto di canale venne tombato negli anni Cinquanta del Novecento.