7765 - berrettaro

Immagine opera

Notizie storico artistiche

Incisore Guillain Simon(Parigi 1618 - 1658?)
Inventore Carracci Annibale
Luogo e anno di edizione Roma 1776
Tecnica e supporto
Misure foglio (in mm)
Misure battuta (in mm)
Misure immagine (in mm)
Iscrizione incisa 39 berrettaro
Notizie storico-critiche La famosa serie di ottanta incisioni originali di Simon Guillain tratte da altrettanti disegni di Annibale Carracci che rappresentavano i mestieri ambulanti di Bologna è nota in quattro stati: i primi due risalgono al 1646, il terzo al 1740 e l'ultimo al 1766. La prima edizione stampata da Lodovico Grignani nel 1646 è conosciuta in due stati, il primo col titolo "Diverse figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreazione da Annibale Carracci intagliator di rame, e cavate dagli originali da Simone Guilino parigino. Dedicate a tutti i virtuosi della professione della pittura e del disegno". Il secondo con un nuovo frontespizio :"Le Arti di Bologna originali di Annibale Caracci. Per utile dei virtuosi intendenti dela Professione della Pittura, e Disegno. Dedicata all'illustrissimo signor Prior Rensi da me Carl' Antonio Fosarelli". Il terzo stato fu stampato da Giuseppe Monti Roisecchi a Roma nel 1740 e cambiò ancora frontespizio: "L'Arti di Bologna disegnate da Anibale Carracci ed intagliate da Simone Guilini col'assistenza di Alessandro Algardi aggiuntavi la vita del sudetto Anibale Caracci. Dedicate all'ill.mo marchese Giambattista Piccaluga". L'esemplare in esame corrisponde al quarto stato del famoso volume, e fu pubblicato a Roma nel 1776 da Giuseppe Monti Roisecchi e dedicato al Principe D. Emilio Altieri. Il primo a menzionarle fu il Malvasia che le citò solo in quanto incisioni di traduzione da opere di Annibale. esse ebbero un notevole successo come dimostrano le numerose riedizioni e la nuova serie eseguita da Giuseppe Maria Mitelli nel 1660, successivamente ripresa come modello in controparte da Francesco Curti e stampata col titolo "Le Arti per via". Malvasia riporta la notizia raccontata da Guillain che Annibale nei pochi momenti di riposo aveva preso a fare disegni di vario argomento, spesso caricaturali tra questi numerosi fogli ve ne era un gruppo dedicato ai mestieri di Bologna che per la sua omogeneità lo stesso Annibale avrebbe deciso di riunire in un libro che poi tenne presso di se per ammaestrarvi i propri allievi. Il libro giunse infine nelle mani dell'incisore francese che decise di tradurre i disegni e pubblicarli. Tutte le stampe sono caratterizzate dalla forte espressività con cui sono ritratte le figure inserite in un ambiente spesso periferico o paesano più che cittadino, Bologna appare spesso sullo sfondo ma è quasi irriconoscibile. Ciò che interessa ad Annibale non è tanto la descrizione reale, quanto la resa grottesca e folklorica dei personaggi e dei mestieri da essi esercitati.
Iconografia
Bibliografia
Mostre
Nota