BRI / BO PROVINCIA 223 - Casalecchio di Reno (BO), la Chiusa

Immagine opera
N. inv.BRI / BO PROVINCIA 223
Titolo proprioCasalecchio di Reno (BO), la Chiusa
Titolo attribuito

Notizie storico artistiche

Fondo Antonio Brighetti
Serie
Oggetto Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto cartolina postale
Soggetto Casalecchio di Reno (BO), la Chiusa
Autore
Stampatore/Editore Foto Ed. Cartovendita, Bologna con Ed. Tab. Sarti, Casalecchio di Reno
Cronologia
Luogo della ripresa Casalecchio di Reno (BO)
Data della ripresa Anni Cinquanta sec. XX°
Materia e Tecnica
Misure (in cm; hxb) 10,3x14,7
Misure negativo (in cm; hxb)
Indicazione di colore colore
Luogo e anno di edizione Bologna, Casalecchio di Reno (Bo), s.d.
Timbro di spedizione (luogo e data) Casalecchio di Reno, 29.7.1957
Iscrizioni Viaggiata verso Misano Adriatico (FC); datata e spedita il 29.7.1957
Iconografia
Bibliografia
Mostre
NotaCasalecchio di Reno, nelle immediate vicinanze di Bologna è nota soprattutto per l'imponente Chiusa del canale di Reno. Per secoli la località fu strettamente legata alle vicende storiche bolognesi, divenendo spesso campo di battaglia e quindi di razzia dei vari eserciti. Dalla seconda metà del Cinquecento, in seguito ad una ripresa produttiva, nacquero ville, oratori, chiese e si intensificarono le coltivazioni dei poderi. Casalecchio divenne uno dei territori più ricercati e ammirati del contado, proprio grazie alle ville circondate da suggestivi parchi e ricchi giardini. Verso la fine del XIX secolo, la rivoluzione industriale determinò la trasformazione e l'incremento di fabbriche, opifici, vie di comunicazione e mezzi di trasporto. Non ultimo, Casalecchio divenne meta di turismo estivo. Molti e variegati erano dunque i luoghi d'incontro: locande, osterie, caffè, trattorie e perfino tre eleganti alberghi. Professionisti, industriali e commercianti bolognesi vi mandavano le loro famiglie, che potevano facilmente raggiungere la sera, senza dover abbandonare la loro attività in città. La seconda guerra mondiale portò a una quasi totale distruzione del paese: Casalecchio fu infatti una delle città emiliane più toccate dai bombardamenti: ne subì oltre quaranta. Il periodo della ricostruzione fu intenso e richiese il coinvolgimento di tutti i settori dell'economia, in particolare il settore dell'edilizia per la riedificazione di case e fabbriche, aspetto che si rivelò il vero traino della ripresa economica. La nuova vita di Casalecchio fece registrare un notevole tasso di incremento di popolazione, tanto da superare quello di Bologna. La Chiusa di Casalecchio di Reno è la più antica opera idraulica d'Europa ancora in funzione. Da circa ottocento anni controlla il flusso del fiume Reno, ne "cattura" le acque e attraverso un complesso sistema di canali durante i secoli ha fornito alla città di Bologna energia motrice preservando inoltre l'intero territorio da alluvioni e inondazioni. La prima Chiusa venne costruita nel 1208 a spese del Comune di Bologna per fornire forza motrice ai mulini e agli opifici in piena espansione, oltre che per alimentare vie navigabili che aprissero ai prodotti bolognesi canali commerciali internazionali. Pur essendo successivamente stata rinforzata più volte, la Chiusa non riusciva però ad evitare le piene. Per questo nel 1567 Papa Pio V ne ordinò la ricostruzione e impose la manutenzione a coloro che utilizzavano quell'acqua. La grande opera costruita su disegno di Jacopo Barozzi detto il Vignola resta ancora oggi una meravigliosa testimonianza dell'ingegneria idraulica dell'epoca. Dopo la rotta del Reno (1893) fu decisa la costruzione di uno sfioratore di colmata meglio conosciuto come "Chiusa Nuova".