M32523 - Insegna dell' oreficeria del "Grappolo d'uva"

Immagine opera

Notizie storico artistiche

Autore Anonimo Artigiano (XIX sec.)
Tecnica e supporto Lastra di ferro dipinta ad olio
Datazione Prima metà XIX sec.
Misure (in cm) h x b 74x24 (con gancio)
Iscrizioni
Notizie storico-critiche Insegna dell'oreficeria del "Grappolo d'uva", probabilmente in precedenza appartenuta ad una osteria. Questo si spiega in quanto queste insegne per tutto l'Otto e parte del Novecento hanno costellato le vie di Bologna, finendo col tempo per identificare non solo la bottega ma anche il luogo in cui si trovavano. Diventavano pertanto punti di riferimento imprescindibili soprattutto per chi non era in grado di leggere, tanto da restare inamovibili anche in caso di cessione o di modifica dell'attività. La vecchia pratica d'acquisto ha infatti rilevato che si trattava dell'insegna dell'oreficeria Monti oggi scomparsa.
Tipologia In un ovale dal fondo giallo un grosso grappolo d'uva nera con gambo. Dipinta allo stesso modo anche sul verso.
BibliografiaLe botteghe degli orefici di Bologna e le loro insegne, 1911, manoscritto conservato presso la biblioteca dell'Archiginnasio (B 4227); A. Molinari Pradelli, Bologna in vetrina, Bologna, 1994, p. 247;
Mostre
NotaLe insegne di antiche botteghe, molte delle quali oggi visibili nella sala della Forma Urbis nel Museo della Storia della città di Bologna in Palazzo Pepoli, giunsero nelle collezioni della Cassa di Risparmio in Bologna in seguito agli sventramenti di via Rizzoli d'inizio Novecento con conseguente esproprio di tante botteghe che lì avevano sede, soprattutto oreficerie. Nella biblioteca dell'Archiginnasio si conserva un volumetto manoscritto sulle "Botteghe degli orefici di Bologna e le loro insegne, dal 1812 al 1911" dove si ritrovano molte delle insegne qui conservate con i nomi dei relativi proprietari che si sono succeduti negli anni (Bibl. Arch. - B 4227)