F32219 - Sant'Agostino

Immagine opera

Notizie storico artistiche

Autore Gandolfi Ubaldo (S. Matteo di Decima, 1728 - Ravenna, 1781)
Tecnica e supporto Olio su tavola
Datazione 1770 ca.
Misure (in cm) h x b 77,5x63,5
Iscrizioni Su retro scritta apografa: "Fece fare F. Antonio Santoli Ag.no Il Sig. Ubaldo Gandolfi pinse [...] il Santo Agostino, e il p. Levoli i fiori".
Notizie storico-critiche Come suggerisce l'iscrizione, al dipinto ha preso parte anche Nicola Levoli, religioso agostiniano, presente a Bologna nel convento di S. Giacomo Maggiore dal 1747, discepolo e collaboratore del Gandolfi, suo coetaneo. Del suo intervento non rimane traccia nel dipinto ma può verosimilmente riferirsi ad una cornice floreale andata perduta. Sant’Agostino, in abito vescovile, è rappresentato in estasi con le mani sul petto e lo sguardo rivolto verso la luce di forma triangolare, visione trinitaria. In questo dipinto dalla pennellata sciolta e carica di colore, regolato da forti contrasti chiaroscurali, è vivo il richiamo all’arte di Giuseppe Maria Crespi. Il volto con barba folta e corvina si rifà all’attitudine a umanizzare il sacro tipica del naturalismo bolognese. Incerta la datazione, collocabile intorno agli anni sessanta.
Iconografia Mezzo busto del Santo in abiti vescovili, con mitra e pastorale, mentre volge lo sguardo al cielo verso Dio simboleggiato dal triangolo che squarcia le nuvole, in alto a sinistra.
BibliografiaF. Lui in: A. Mazza, Quadri di un'esposizione - Pittura barocca nella collezione del maestro Francesco Molinari Pradelli, Bologna 2012, pp. 107, 205-206; F. Lui in: A. Mazza, Felsina sempre pittrice - Acquisizioni d'arte e donazioni per la storia di Bologna (2014-2016), Bologna 2016, pp. 136-139 (con bibl. prec.)
MostreQuadri di un'esposizione (Bologna, 2012); Opere d’arte dalla collezione Di Marzio Gaist e dalla collezione Molinari Pradelli (Bologna, 2016); Felsina sempre pittrice (Bologna, 2016);
Nota